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Autostima: la ragione psicologica che vi rende «incrollabili» dopo i 60 anni

By Giulia Tofana , on 15 Dicembre 2025 à 18:35 - 4 minutes to read

Si pensa spesso all’autostima come a un semplice giudizio su se stessi. Ma dopo i 60 anni, questa percezione diventa più profonda e radicata. Da lì nasce una forza interiore difficile da scalfire, quasi «incrollabile»!

La vera autostima non nasce dal nulla: è il risultato di esperienze, riflessioni e accettazione. Ed è proprio dopo i sessanta anni che questo processo assume un significato unico, legato alla saggezza e all’esperienza accumulata.

Scopriamo così perché l’autostima si trasforma e diventa il pilastro psicologico che rende questa età una fase di grande stabilità e sicurezza.

Autostima dopo i 60 anni: un bagaglio di consapevolezza inedito

L’autostima è molto più della voce interiore che dice “sei bravo” o “non vali”. È la valutazione profonda e complessa che ogni persona fa di sé, basata su esperienze, relazioni e successi accumulati nel corso degli anni. Dopo i sessanta, questo complesso si consolida. Chi arriva a questa età spesso ha imparato a conoscere se stesso, difetti compresi, e ad accettarsi senza troppi filtri o giudizi severi.

Questa presa di coscienza favorisce quella che si potrebbe definire un’autostima «incrollabile» perché si poggia su solide basi, non su apparenze o su giudizi altrui. Si rischia meno di farsi abbattere dalle critiche o dalle difficoltà quotidiane.

Invece di vacillare, l’individuo maturo sa quando valere e protegge questa sua consapevolezza come una risorsa preziosa.

Come si forma l’autostima nelle prime fasi della vita e perché conta così tanto

La radice dell’autostima prende forma nei primi anni attraverso il rapporto con genitori e figure di riferimento. Se il bambino riceve amore incondizionato, cresce sentendosi capace e degno di fiducia. Se invece incontra critiche e rigetti, il timore di non valere può accompagnarlo tutta la vita.

Dunque, anche dopo i sessanta, ciò che si è costruito nei primi anni può segnare il livello di fiducia in sé stessi. Tuttavia, ciò non significa che l’autostima non possa cambiare. É proprio in questa fase che si può lavorare su sé stessi per rafforzare quella sicurezza che magari era mancata da giovani.

Il cambiamento è la chiave! Si può imparare a lasciar andare vecchi pesi emotivi e a rimodellare l’immagine di sé.

Gli ostacoli che minano l’autostima e come superarli col tempo

Anche in età avanzata, ci sono situazioni che mettono a dura prova l’autostima: malattie, perdita di ruoli sociali o familiari, e cambiamenti fisici. Questi eventi possono far sentire fragili e insicuri.

Ma c’è un rovescio della medaglia: proprio l’esperienza accumulata porta a una migliore capacità di affrontare queste prove. Si impara a lasciar andare la perfezione e a darsi il permesso di essere umani, con tutte le imperfezioni.

Così, dopo i sessanta, l’autostima può perfino crescere perché si sviluppa maggiore empatia verso sé stessi e una resilienza che non si trovava in gioventù.

L’autostima ipertrofica: quando la fiducia diventa un’illusione

Mentre credere in sé è salutare, esiste anche l’autostima alta in modo esagerato, chiamata “ipertrofica”. In certi casi, la persona si percepisce migliore degli altri, quasi invincibile, ma questa immagine è spesso una maschera per proteggere una profonda insicurezza.

Con l’avanzare dell’età, questa falsa sicurezza tende a mostrare crepe, perché l’esperienza ci insegna a vedere la complessità della vita. Tuttavia, la maggior parte degli over 60 sviluppa un equilibrio meglio calibrato, riconoscendo con onestà i propri limiti e punti di forza.

Questo equilibrio rende autentica l’autostima, non un semplice riflesso di narcisismo mascherato.

Il ruolo della psicoterapia per coltivare un’autostima reale e duratura

Anche in età avanzata, è possibile ricostruire o rafforzare l’autostima con il giusto supporto psicologico. La psicoterapia offre strumenti come il training dell’assertività e strategie per affrontare emozioni che bloccano la fiducia in sé.

Riprendere in mano il controllo del proprio giudizio personale significa non solo migliorare la qualità della vita ma anche rinforzare le relazioni con gli altri. Non è mai troppo tardi per imparare a volersi bene davvero.

L’approccio terapeutico aiuta a coltivare un’autostima fondata sulle esperienze reali e sull’accettazione sistematica della propria storia, senza lasciarsi più condizionare da vecchi schemi negativi.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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